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Omaggio a Ravel

Uno schizzo sul musicista

Lo spettacolo, eseguito da un organico di sei danzatori guidati dalle coreografie di Mattia Gandini, vuole dare un ritratto narrativo di Maurice Ravel, nelle sue opere e nel suo iter creativo.
La musica del grande compositore, arrangiata da Davide Fasulo e Antonio Gatti, è eseguita dal vivo dalla Pan Gea Orchestra costituita da nove elementi diretti da Davide Fasulo.
Lo spettatore è condotto ad assaporare il gusto armonico della composizione musicale attraverso citazioni, frasi, immagini e studi bibliografici che si ancorano al progetto danzato.

Lo spettacolo ripercorre l’iter musicale di Maurice Ravel che, seguendo dapprima le influenze e le ispirazioni orientali, muovendo poi i passi verso la prima musica contemporanea di inizio novecento, giunge alla composizione del Bolero.
Lo sguardo dello spettatore sulla scena viene anticipato da un dono, una scatola che contiene un appunto, un’oasi grafica della poetica del compositore, introducendolo ad una visione più espansa, meno visiva, più umorale.
Non solo la musica, ma chi l’ha scritta, non solo la melodia, ma l’idea di chi l’ha creata, quali influenze ha ricevuto, quale iter ha seguito, chi era...

 

La scenografia è articolata in due colori, il rosso e il nero, che diventano causa ed effetto, prima e dopo, ricerca e scontro, amore e odio, interno ed esterno.
E su questo dualismo la coreografia si apre all’analisi, alla scoperta, all’esplorazione dell’iter poetico.
Su questa dicotomia si articola il viaggio dello spettatore dall’apertura della scatola, dal colore diverso, alla scelta, alla scena, duplice, interiore, umida di ricordi e musica.

Il progetto coreografico di OMAGGIO A RAVEL è accompagnato da un Booklet realizzato da Leggerestrutture ed.it, Idee, progetti e parole, testi di Alessandra Cussini, illustrazioni ed immagini di Kain Malcovich, disponibile per operatori, insegnanti, scuole, strutture di produzione e case editrici.

 

Caprice du Ciel

Soffice relitto di una canna spiovente,
stupida morte che dal cuore non divampa,
solitario esilio che azioni turpi produce,
manchi d’amor vendicando il tuo nome.

 

Le coreografie di Mattia Gandini, eseguite da un organico di sei danzatori sulle musiche originali di Davide Fasulo, mirano a ritrarre il movimento psichico ed emotivo dell’universo femminile cogliendone vizi e virtù.

Partendo da un’immagine stereotipata della femminilità incentrata sulla vanità, sull’attenzione esasperata per l’estetica, l’invidia e la competizione, si giunge ad una raffigurazione priva di veli e orpelli.
I capricci dell’animo femminile vengono spazzati via dall’incontro con l’eros che libera il corpo della donna dall’artificio e si traduce in un movimento scenico destrutturato e frammentato.

La rilettura finale del movimento scenico consta di elementi ironici e spontanei, utilizzando la tecnica coreografica come rappresentazione artistica di una visione e di un racconto.

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